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Omegna is a comune (municipality) in the Province of Verbano-Cusio-Ossola in the Italian region Piedmont, located about 100 km northeast of Turin and about 13 km southwest of Verbania, with a population of approx 16'000.
Located on the tip of the Lake d'Orta.
The presence of ancient settlement in the area has been proved by excavations held in the frazione of Cireggio, archaeological findings dating from the late Bronze and Iron Ages. Omegna is mentioned in 1221 AD, when the population gave itself to the commune of Novara.
In the 19th and early 20th century it became an industrial center (it was for many years the main centre for production of pots and small home appliances in Italy) and the population was increased by immigrants. In 1913 Omegna was connected with Pallanza by an electrica tramway line. It was declared a city in 1939. During World War II it was a center of partisan resistance against the German-Fascist occupation.
Main Sights
* Church of Sant'Ambrogio. It is a late-Romanesque building with a nave and two aisles, with side chapels. The bell tower is still mostly the medieval one. The interior is now in Baroque style, and houses an altarpiece by Fermo Stella da Caravaggio (1547) and an urn with the relics of St. Vith, parton saint of Omegna.
* Ponte Antico ("Ancient Bridge", 15th century), over the Strona river.
* Porta della Valle ("Valley Gate", c. 1100 AD), also known as Porta Romana. It is the only surviving one among the five medieval gates of Omegna.
* Museum of Arts and Industry Forum.
Omegna è un comune di 16.000 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola, posto all'estrema propaggine settentrionale del Lago d'Orta.
L'insediamento antico del territorio è provato dai ritrovamenti archeologici della frazione di Cireggio, dove in località San Bernardo si sono rinvenuti frammenti fittili e litici della tarda età del bronzo e del ferro, e del monte Zuoli, dove si è individuato un altare protostorico e un possibile scivolo rituale.
Priva di fondamento è l'ipotesi, proposta dallo storico Antonio Rusconi[1], che vorrebbe il lago d'Orta popolato dagli Osci (nome che gli eruditi locali avevano ricavato da "Oscela", ritenuto l'antico nome dell'Ossola) di origine iberica, dal cui dialetto sarebbe derivato (da umacia = lago) il toponimo Humana-Umenia-Vemenia. Un'altra leggenda è quella che fa derivare il nome di Vemania da "Vae moenia" (Guai a voi o mura!) maledizione che Giulio Cesare avrebbe scagliato contro le formidabili mura della città. Queste e altre ipotesi (come quella sul favoloso popolo degli Usii), sono da relegare tra i miti creati da una certa erudizione, più ricca di amor di patria che di spirito critico.
Nel 1221 Omegna si diede al Comune di Novara seguendo le vicende del Novarese in età medievale e moderna.
Anche il novarese fu percorso dalla ventata libertaria e repubblicana conseguente alla rivoluzione francese. Nel 1796 fallì un complotto del pallanzese Azari, che intendeva sollevare la regione per farne un dipartimento autonomo. Nel 1798 il generale francese Léotaud sbarcò a Pallanza con una schiera di armati, occupò Cannobio e parte dell'Ossola; ma finì sbaragliato dalle truppe sabaude del marchese d'Oncieux tra Gravellona e Ornavasso. All'alba del 29 maggio venne fucilato ad Omegna il ventenne milanese Graziano Belloni, fatto prigioniero in quel frangente. All'esordio di Napoleone il Cusio fu occupato dai francesi, poi dagli austriaci. In seguito il cantone d'Omegna, sottoposto al V distretto con sede ad Arona, fece parte del dipartimento dell'Agogna nella Repubblica Cisalpina (1800); con il regno italico voluto da Bonaparte (1805) fu sottoposto alla vice prefettura aronese. Sconfitto Napoleone, nel 1815 il congresso di Vienna sancì la restaurazione dei Savoia; gli omegnesi - conservatori per indole - salutarono con gioia il ritorno di Vittorio Emanuele I.
Da metà Ottocento vennero impiantate in paese importanti fabbriche: la Ferriera, il Fabbricone. Agli albori del Novecento altri pionieri (come i Cane della Valle Strona, i Lagostina di Pedemonte) trasformarono il borgo in un vivace centro industriale, incrementandone la popolazione con mano dopera immigrata. Nel 1913 Omegna venne collegata con Pallanza da una tranvia elettrica. Nel 1928 le furono aggregate le attuali frazioni; nel 1939 divenne città.
Nel corso della seconda guerra mondiale la resistenza novarese ai nazi-fascisti ebbe inizio in zona, con la figura romantica di Beltrami; proseguì poi nei lunghi mesi, in un avvicendamento di lutti (60 caduti compresi i civili) e di successi. Omegna fu una base della liberazione partigiana dell'Ossola nel settembre 1944. La liberazione di Omegna avvenne il 24 aprile 1945, mentre le truppe angloamericane passavano il Po, e nelle città del nord Italia ancora occupate dalle truppe nazi-fasciste scattava l'insurrezione generale ordinata dal CLNAI. Tale data ora viene ricordata nel nome della piazza dove si trova il municipio cittadino.
Omegna